Qual'è il tuo rapporto con l'aggressività?

Aggressività deriva dal latino “Ad gredior” e significa andare verso l’altro al fine di danneggiarlo. Può manifestarsi sia verbalmente con le offese che attraverso il contatto fisico. L’ Aggressività ha sicuramente una predisposizione biologica al il fine di difendere se stessi, i propri beni e la propria sopravvivenza. Ad esempio pensa a quando sorprendi qualcuno a rubare qualcosa di tua proprietà, qual è la prima cosa che fai? Oppure quando vieni aggredito? Nella stragrande maggioranza si agisce ed è in questi momenti che l’istinto biologico di sopravvivenza predomina. Lo scopo evolutivo dell’aggressività è infatti prepararsi all’ azione per rimuovere l’ostacolo che ci danneggia.

Un modello che spiega l’aggressività è quello della frustrazione dovuta a un mancato soddisfacimento del bisogni. Essi  secondo la teoria di Maslow sono disposti gerarchicamente in  bisogni fisiologici (fame, sete, sessualità), di sicurezza (rifugio, sicurezza economica), a quelli di appartenenza (intimità, amore, amicizia), di stima (reciproco rispetto, gratificazione) e a quelli di autorealizzazione (espressione di comportamenti nobili come attività altruistiche).

 Il modello frustrazione-aggressività esplicita che allorquando si trovano degli ostacoli sul cammino, che impediscono il raggiungimento degli obiettivi fissati, l’aggressività si incrementa. Quanto più l’individuo sta per raggiungere il suo obiettivo e viene interrotto, tanto più l’aggressività cresce. Ma spesso accade che, in seguito all’ educazione molto rigida o a eventi che hanno cozzato con le esigenze istintuali dell’individuo, le emozioni come la rabbia vengano negate in quanto concepite come “pericolo”. Questo diventa a lungo andare un automatismo inconscio che fa parte della modalità espressiva della persona. Ciò comporta uno continuo stato di allerta in tutte quelle situazioni che creano disagio e non si riesce ad esprimersi emotivamente per paura che l’emozione in sé danneggi noi e i nostri interlocutori.

Quante volte gli scoppi d’ira hanno rovinato i rapporti? Questo significa non conoscere e non avere contatto con la rabbia. Essa, essendo una delle emozioni primarie del cervello evolutivamente più antico, se non espressa adeguatamente con i giusti strumenti, ha delle grosse ripercussioni nell’organismo tra cui la presenza di: ansia, irritabilità, insonnia, problemi gastrointestinali, bruxismo, inquietudine, senso di vuoto, depressione, affaticamento, ipertensione, cefalea e difficoltà sessuali. E’ importante sapere che non si ha contatto con la rabbia e non la si vive non solo reprimendola ma anche nel lasciarla defluire senza controllo. Quest’ultima può essere una delle caratteristiche che contraddistingue le persone tendenzialmente aggressive. Per chi la reprime bisognerà imparare a fare riemergere la rabbia e viverla, abbassando l’ansia e la paura di esprimerla, mentre per chi la fa defluire continuamente bisognerà imparare a contenerla e a riconoscerla prima di esprimerla, ciò consentirà di attenuare la loro aggressività. E’ importante imparare a prendere pieno contatto con le emozioni ma soprattutto viverle ed ascoltarle affinchè tu possa trovare il tuo equilibrio. L’educazione emotiva sta alla base del benessere e del corretto funzionamento psichico.

Ti potrò aiutare in questo.

Ora la domanda più importante è: qual è il tuo rapporto con l’aggressività?  

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