CHE COS'È UN RICORDO E QUANTE MEMORIE ESISTONO?

Ogni giorno abbiamo a che fare con la memoria, da una semplice chiamata telefonica fino allo scorrere del nostro album fotografico senza rendercene conto memorizziamo. Vediamo di comprendere cosa deve accadere perché si verifichi un ricordo.


Essenzialmente si verificano tre fasi:


La fase di codifica si riferisce al modo in cui l’informazione viene inserita e quindi acquisita. Più è profondo il livello di elaborazione dello stimolo più è probabile che la traccia mnestica sia duratura. Successivamente si ha la fase di ritenzione ossia il mantenimento dell’informazione in memoria e infine la fase di recupero dell’informazione stimolata da un appropriato suggerimento (pensiero o stimolo esterno). La compatibilità tra le proprietà della traccia mnestica e le caratteristiche del suggerimento fornito determinano il ricordo. Ma cosa rende un ricordo più o meno duraturo? Principalmente da tre fattori:

  • Dalla connessione logica dell’informazione da memorizzare e quella già acquisita (es. se conosco tutte le razze canine mi risulterà più facile ricordarmi la razza di un cane che incontro per strada rispetto a chi non se ne intende).

  • Dalla quantità di volte che ripetiamo un’informazione. Pensate al vostro numero di telefono, quante volte avete dovuto ripeterlo all’inizio per ricordarlo?

  • Dall’intensità emotiva di un evento. Ebbene l’apparato emotivo, mettendosi in moto fin dalla nascita, è molto sensibile nel ricordare ciò che l’ha smosso particolarmente. Basti pensare a quando ci capita di passare in certi posti, dove abbiamo vissuto bei momenti, e notare come le nostre emozioni si attivano ricordando limpidamente l’episodio.

Chiarito ciò passiamo ora a comprendere invece quante memorie esistono.


Una distinzione fondamentale sta tra memoria a breve termine che consiste in contenuti della coscienza per poche decine di secondi e memoria a lungo termine in cui l’informazione si deposita da qualche minuto a tutta la vita. La memoria a breve termine funge da transito di informazioni provenienti dall’ambiente esterno, prima di approdare e rimanere nella memoria a lungo termine, e da servizio in quanto contiene le informazioni provenienti dalla memoria a lungo termine che devono interagire con quelle provenienti dall’ambiente. Un tipo di memoria a breve termine è la memoria di lavoro che mantiene ed elabora le informazioni durante l’esecuzione di compiti cognitivi (es svolgere un operazione aritmetica o comprendere una frase). Nella memoria a lungo termine invece rientrano la memoria episodica come ad esempio ricordarsi di un cane visto il giorno prima. La memoria semantica invece trascende le condizioni in cui la traccia è stata formata ed è sganciata dal contesto dell’originale episodio d’apprendimento (es Parigi è la capitale della Francia ma non ricordo quando ho appreso tale informazione). Tale memoria da le informazioni generali e le conoscenze che la cultura presenta (es. al semaforo rosso mi fermo). La memoria procedurale è legata all’attuazione del compito (es. guidare o suonare uno strumento) ed accessibile e valutabile solo attraverso l’esecuzione di un’azione.


La memoria esplicita si utilizza nei test espliciti in cui le informazioni fanno riferimento al recupero cosciente dell’informazione come quando in un compito di riconoscimento si chiede al soggetto di dire se lo stimolo che ha davanti l’ha già visto oppure è nuovo. Mentre la memoria implicita si utilizza quando lo svolgimento del compito non è connesso con il recupero cosciente dell’informazione.


La memoria prospettica indica quello che dovremo fare (domani dovrò chiamare Gianni) e memoria retrospettiva indica tutto ciò che possiamo recuperare nel passato e quindi quello che abbiamo già vissuto. Infine la memoria autobiografica si riferisce al ricordo di informazioni legate al sé come periodi della vita (es quando andavo al liceo, vacanze estive ecc).

Insomma tante memorie e tante informazioni al servizio di ognuno di noi ogni giorno, ci avevi mai pensato?