La dipendenza da attività sportiva

Al giorno d’oggi si sente spesso parlare di dipendenza da esercizio fisico. Nel manuale diagnostico dei disturbi mentali (Dsm5) viene classificata come dipendenza patologica che necessita di ulteriore approfondimento. La dipendenza da attività sportiva ha una componente fisica – biochimica e una psicologica. La componente fisica è dovuta alla produzione di dopamina (neurotrasmettitore implicato nella sensazione di appagamento) e beta-endorfine (neurotrasmettitori prodotti dal cervello dotate di proprietà analgesiche) in seguito all’attività in palestra sia aerobica che anaerobica. Interrompendo l’attività fisica la produzione di queste sostanze cessa e nel giro di 24-36 ore si scatenano tutti quei sintomi di astinenza quali irritabilità ed insonnia. Colui che è dipendente dall’esercizio è spinto a cercare nuovi personal trainer sempre più preparati, ad iscriversi in nuove palestre, a fare sempre più attività fisica, a trovare la propria felicità solo ed esclusivamente nella palestra e nell’attività fisica.

Ma la sola cessazione o riduzione dell’esercizio fisico non rappresentano di per sè la guarigione. Risulta di primaria importanza andare ad indagare i nuclei psicologici profondi che portano a svolgere questo tipo di attività.

Tra queste possiamo avere:

  • un’insoddisfazione di base nei confronti di sè stessi
  • una bassa autostima e complessi d’inferiorità convertiti in manie di grandezza.
  • traumi e umiliazioni subite nell’infanzia e nell’adolescenza
  • bisogno di attenzioni e affetto per compensare le proprie ferite narcisistiche
  • necessità di apparire sempre in forma e perfetti per il timore del rifiuto
  • spostamento del proprio affetto verso la palestra e l’attività sportiva

Ecco allora che l’attività fisica e il corpo diventano una maschera per dare un immagine di sicurezza sia a sè stessi che agli altri quando alla base è presenta un’importante fragilità. Con questo non bisogna assolutamente demonizzare l’attività sportiva. Infatti è’ riscontrato che l’attività fisica (equilibrata) abbia effetti positivi in tutto l’organismo in quanto previene numerose malattie (soprattutto cardiovascolari e obesità), velocizza il metabolismo, allontana la depressione e l’ansia. Può essere usata per scaricare la rabbia e lo stress  accumulato durante la giornata lavorativa. Vedere i miglioramenti sul proprio corpo da soddisfazioni importanti e motiva a continuare. Tutto questo migliora il nostro benessere ed equilibrio. Per i frequentatori di palestre dedicare del tempo all’attività fisica risulta essere un modo per prendersi cura di sé. Ma qual’ ora ci accorgessimo che la palestra iniziasse ad essere un pensiero costante e a disequilibrare la nostra vita, limitando le relazioni e la nostra vita, allora questo potrebbe essere un primo campanello dall’allarme.

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