Fisiognomica e sindrome cervicale

La sindrome del rachide cervicale è una patologia caratterizzata da sintomi quali dolori cervicali, cefalee miotensive, emicranie, vertigini e senso di rigidità muscolo-articolare costante. Molto spesso si tende a imputare la comparsa di tali manifestazioni esclusivamente alla colonna vertebrale. Non sempre però ne risulta la causa principale in quanto in assenza di alterazioni anatomiche della colonna vertebrale, molti soggetti presentano dolori continui alle spalle e alla nuca. Sorge spontanea la domanda: Quali possono essere altri fattori scatenanti di questi disturbi? La fisiognomica si occupa dello studio tra l’espressione esteriore del corpo umano (postura) e la corrispondente espressione interiore, si osserva il fisico per determinare un corrispettivo intrapsichico. Pensate ad espressioni d’uso comune come: “testardo”, “sei rigido”, “non abbassare la testa”, “è un osso duro”. Tutte queste espressioni esprimono con un linguaggio fisico un corrispondente modo di essere, una realtà psichica della persona, ossia quella di esprimersi e di risolvere i problemi imponendosi.

Gli indurimenti dei muscoli delle scapole si verificano in seguito a situazioni stressanti, in prestazioni da eseguire, come nelle scadenze e negli obblighi lavorativi, che determinano uno stato d’ansia costante. Inoltre la posizione continuativa dello scrivano, classica nel lavoro d’ufficio, non può far altro che incrementare crampi e rigidità nella stessa zone cervicale. Negli stati di tensione psichica la muscolatura delle scapole si contrae facendo perdere al tratto cervicale la sua flessibilità naturale che si percuote su tutta la colonna. I microtraumi che vengono provocati camminando e muovendosi non sono così assorbiti dalla colonna che raggiunta la testa determinano la sindrome cervicale. Questa è una delle ragioni per cui la distensione della muscolatura delle spalle può eliminare il mal di testa. Ciò che conta è assumere un portamento e un atteggiamento, nei confronti degli eventi della vita, che permetta di non irrigidirsi eccessivamente. 

L’atteggiamento e il grado di tensione della muscolatura delle spalle e della nuca sono l’espressione del corrispondente stato psichico. Modificando il portamento fisico e distendendo la regione delle spalle si verificherà anche un cambiamento nell’atteggiamento psichico. Non dimentichiamo che psiche e soma sono reciprocamente influenzabili.

Bibliografia

  • Bernt H, Hoffman (1980). Manuale di Training Autogeno. Roma: Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore

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