Come la psicologia comportamentista spiega il comportamento?

L’oggetto di studio della psicologia comportamentista è il comportamento osservabile.

Il modello esplicativo del comportamentismo è il modello stimolo (S), risposta (R) che ricalca uno schema causa-effetto. Lo stimolo riguarda l’impatto che l’ambiente ha sull’organismo mentre la risposta è la reazione dell’organismo all’ambiente. Un determinato stimolo causa una determinata risposta comportamentale consentendo quindi di controllare i comportamenti.

Il principale meccanismo secondo il quale si realizza l’apprendimento è secondo il comportamentismo il condizionamento. Il condizionamento classico fu scoperto dal fisiologo russo Ivan Pavlov che studiò la salivazione dei cani in risposta al cibo. Alla presenza del cibo (stimolo incondizionato) i cani rispondevano con la salivazione (risposta incondizionata). Successivamente associò allo stimolo incondizionato (cibo) uno stimolo neutro (suono di un campanello) e dopo un po’ di associazioni lo stimolo neutro (suono di campanello) fu in grado di suscitare la risposta condizionata (salivazione) e così lo stimolo neutro è divenuto uno stimolo condizionato. Il capo stipite del comportamentismo americano fu Watson che riteneva come le ipotesi di Pavlov sul condizionamento fossero alla base del comportamentismo. I comportamenti sono spiegati alla luce di tutti i condizionamenti a cui il soggetto è andato incontro lungo la sua vita. L’altra tipologia di condizionamento è quello operante di cui il principale esponente è Skinner. Si basa sul meccanismo del rinforzo che consiste nella presentazione di stimoli che costituiscono delle ricompense atte a provocare le risposte desiderate.

Mentre nel condizionamento classico il comportamento è una conseguenza dell’associazione tra due eventi (stimolo-risposta) in quello operante il comportamento precede lo stimolo che è fornito dallo sperimentatore solo in un secondo tempo come rinforzo volto a fissare la risposta stessa. Questo lo si vede nell’esperimento dei topi che lascia liberi di mettere in atto tutti i tentativi possibili per prendersi il cibo ma solo uno è efficace (rinforzo).

Con questo meccanismo Skinner spiega la formazione del linguaggio nei bambini in quanto il linguaggio verrebbe acquisito sentendo l’adulto parlare e quando la sua imitazione è corretta il comportamento adulto (sorrisi, approvazione) funge da rinforzo positivo. Questa posizione viene però criticata dal linguista Chomsky in quanto non basterebbe tutta la vita umana per imparare il vocabolario che l’individuo padroneggia già nell’ infanzia e che il bambino presenta delle doti innate di costruzione delle parole e delle frasi a prescindere dagli imput ambientali.

Il comportamentismo risulta essere particolarmente efficacie con i bambini fino agli 8-10 anni, che non avendo una struttura psichica matura, si riescono a condizionare maggiormente nei comportamenti e nell’educazione desiderata. Ma come ogni modello è importante non universalizzarlo in quanto il comportamento ha una spiegazione multifattoriale. Ogni soggetto inoltre risponde in maniera diversa a seconda di come interpreta la situazione, lo stimolo e il rinforzo.

Bibliografia

  • Castiglioni M, Corradini A (2008). Modelli epistemologici in psicologia. Roma: Carocci Editore S.p.a.



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