Amore e innamoramento

Spesso si dice dopo un periodo di intenso coinvolgimento emotivo “ non ti amo più”.
Ma chiediamoci: il dire “ ti amo” su cosa è basato?

L’innamoramento ha un grande coinvolgimento emotivo, da rendere quel periodo magico, ma credere che sia “eterno” e basando la relazione solo ed esclusivamente su questo sentire “magico” porterà dopo un po’ di tempo ad una delusione. L’innamoramento è uno stato transitorio in cui il suo superamento dipende dal tipo di personalità coinvolte. Arriverà il momento in cui la “magia ormonale” decaderà perdendo quel legame simbiotico e facendo così emergere le prime differenze, i primi conflitti e le proprie individualità.

Tendenzialmente una personalità con un sé poco integrato, instabile e con bassa autostima, avrà poca probabilità di superare questa fase. Difficilmente tollererà l’emergere delle differenze e la frustrazione di questo stadio sentendosi abbandonato. Quello che si pensava fosse amore cade vertiginosamente. Queste personalità spesso ricercano inconsciamente relazioni simbiotiche fusionali che vanno a ricreare con il partner il legame madre-bambino. Qui si possono sentire protette, rassicurate e nutrite costantemente potendo creare anche quella che viene chiamata dipendenza affettiva dal partner.

Purtroppo ciò risulta essere compromettente in quanto al di fuori della relazione si tenderà a sentirsi insicuri e fragili. Questo è chiamato attaccamento narcisistico alla propria immagine in cui le parti scisse e disarmoniche personali vengono proiettate sul partner che deve rispecchiare il proprio sé o colmarne le lacune. Il partner è visto così come un estensione di sé con cui fondersi. Ecco perché queste personalità non sono in grado di tollerare il litigio in quanto farebbe emergere differenze che metterebbero in discussione l’illusione narcisistica e simbiotica col partner.

Ma cos’è l’amore? non è certo l’illusione che la persona che amiamo soddisferà sempre i nostri bisogni o che si comporterà come noi vorremmo. L’ Amore, maturo e salutare, aiuta invece le persone a stare insieme. Il riconoscere le differenze individuali e tollerare le frustrazioni, il rispetto di sé e del proprio partner senza ostacolarsi nella libertà, e il saper comunicare efficacemente i propri bisogni, emozioni e pensieri, sono tutti pilastri di una personalità stabile che ha ben superato la fase fusionale – simbiotica libera dall’attaccamento narcisistico. Inoltre la capacità di avere una propria autonomia indipendentemente dal partner, di giungere a dei compromessi reciprocamente, di imparare a godere del tempo condiviso, a prescindere da quello che si fa insieme e non per forza condividere tutto e tutti i gusti, sono caratteristiche di un sé coeso.

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